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Biennale di Mdina 2023_Le dee perdute e ritrovate

Museo della Cattedrale di Mdina (Malta)

A cura di Rosanna Ruscio e Paolo Cortese

Mirella Bentivoglio, Francesca Cataldi, Chiara Diamantini, Elisabetta Gut, Gisella Meo, Maria Jole Serreli, Greta Schödl e Franca Sonnino

«È uno spazio breve che suggerisce l'infinito»: con queste parole Jean Grenier definisce il Mediterraneo. Con i suoi problemi e le sue innumerevoli risorse, il Mediterraneo è lì a ricordarci le sfide che dobbiamo affrontare e la necessità di salvare il pianeta attraverso la consapevolezza che è necessario il contributo di tutti.

Proprio per questo, sarebbe utile pensare per la Biennale di Medina (Malta) alle artiste donne che hanno visto il Mediterraneo come metafora di un cambiamento di paradigma, la possibilità di evocare una rinascita. Il fatto che si tratti di artiste donne non è da trascurare, soprattutto perché il tema del Mediterraneo negli anni tra il 1970 e il 1990, anni in cui la maggior parte di queste artiste era molto attiva, sembrava avere un potenziale estetico marginale. I temi affrontati nelle loro opere sono i confini, le trame e le distorsioni, come metafora della vita, allegoria dell'idea di viaggio, scambio e memoria. Si tratta di opere d'arte di Dee che hanno perso e ritrovato la perennità del tema, di Dee riscoperte come testimonianza di un discorso attuale. 

@Museo della Cattedrale di Mdina

Piazza dell'Arcivescovo,
L-Imdina
MDN1061, Malta

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