Greta
Schödl
Hollabrunn 1929
Biografia
Ha mosso i primi passi nell’arte tessile e, attraverso esercizi grafici, si è avvicinata alla calligrafia a Bologna alla fine degli anni ’50. Passando dal segno grafico a elementi più liberi, alle oscillazioni e alle vibrazioni della linea, ha iniziato a indagare il comportamento del filo e, attraverso questo strumento, il significato profondo delle esperienze femminili. Utilizza supporti cartacei o tessili, sui quali intreccia letteralmente le sue parole.
L’enfasi del suo lavoro, tuttavia, non si limita all’elemento verbale, ma piuttosto alla sua disposizione all’interno di uno spazio ben definito e al rapporto che crea con il supporto utilizzato. La sua opera fa da sfondo a un ritmo che, attraverso piccoli segni dorati, mette in risalto il rapporto creato tra l’artista e l’oggetto. Considerata una delle più importanti artiste della poesia visiva, ha partecipato alla Biennale di Venezia del 1978 e a numerose importanti mostre nazionali e internazionali.
Testo critico
"L'insieme delle ricerche condotte da Greta Schödl ormai da alcuni anni mi appare come un'indagine di ampio respiro su come dare un'espressione artistica analogica alle donne e al loro lavoro con ago e filo. La stessa Schödl afferma: «Ho abbandonato l'arte grafica per adottare una serie più ampia di segni, che mi ha gradualmente portato ad analizzare vibrazioni e oscillazioni utilizzando tratti continui su superfici piane, e poi a indagare i particolari schemi comportamentali del filo». In effetti, le caratteristiche altamente distintive che contraddistinguono l’opera di Schödl sembrano parafrasare simbolicamente il significato più profondo di ciò che significa essere donna in questo mondo, essere parte di quella vita che tesse lentamente la sottile trama che costituisce l’essenza della femminilità – un intreccio di intelligenza, amore, affetto e intensa dedizione ai modelli quotidiani della vita e agli elementi che li compongono. Eppure, mentre Schödl cattura le tradizioni femminili millenarie, il suo è anche uno sguardo che cerca e scopre nuove prospettive. Intrecciando le «cose» della vita – specialmente quelle appartenenti alla vita delle donne – Schödl riesce anche a prendere le distanze, a volte gettando persino uno sguardo ironico sul suo soggetto. La trascrizione degli oggetti di questo mondo assume tutta la sottigliezza e la finezza di uno studio antropologico."
_Lara Vinca Masini