Francesca Cataldi

I Work

A cura di: Paolo Cortese

L'antologia *I WORK* raccoglie e documenta la ricerca dell'artista sui materiali. Un percorso che dura da oltre 50 anni e che ci offre un ricco corpus di opere sotto forma di sculture, pannelli e libri-oggetto, tutti realizzati con materiali molto diversi tra loro, quali cemento, catrame, resina, carta, cellulosa e vetro.

La mostra «I WORK» ripercorre il percorso artistico di Francesca Cataldi, caratterizzata dall’utilizzo di una vasta gamma di materiali non convenzionali che l’artista trovava nel suo ambiente e che catturavano la sua attenzione. Una collezione di opere bidimensionali e tridimensionali realizzate con cemento, catrame, resina, cellulosa e vetro ne cattura l’essenza.
La sua opera “La rete”, risalente al 1971, in cui Cataldi iniziò a esplorare la possibilità di abbandonare la tela per applicarvi una rete metallica, si rivelò fondamentale.
Fin dall’inizio del suo percorso artistico, Cataldi ha proceduto per cicli, dedicandosi a materiali diversi, studiandone le caratteristiche, appropriandosene, combinandoli e successivamente trasformandoli. Come lei stessa afferma: “Sono i materiali a cercare me, non io a cercare i materiali. Sono loro a venire da me e a far scoccare l’idea.”
La mostra cattura e documenta la ricerca dell’artista sui materiali. Un’esplorazione che dura da oltre 50 anni e che ci offre un ricco corpus di opere sotto forma di sculture, pannelli e libri-oggetto, tutti realizzati con materiali molto diversi tra loro come cemento, catrame, resina, carta, cellulosa e vetro.
Nel corso degli anni, Cataldi ha sentito il bisogno di combinare il processo della sua ricerca sui materiali e della sperimentazione con la forma della narrazione, cosa ben documentata attraverso la presentazione di un grande pannello in cui l’artista riassume le sue storie. Questo elemento autobiografico è presente anche in alcune delle sue opere, dove l’artista rappresenta se stessa in modo originale e coerente, sia letteralmente in forma fotografica, sia attraverso riferimenti più astratti.
Nella pratica di Cataldi è prevalente l’uso del filo metallico come filo o fibra, sia esso di catrame, rame o ferro. Il fatto di non utilizzare i tradizionali filati e fili di cotone domestici la rende un caso a sé stante nell’universo dell’arte tessile, eppure è stata inclusa nelle più importanti mostre di questo settore curate da Mirella Bentivoglio e Sveva Lanza negli anni ’80.

1980c ASFALTI

Nel suo lavoro, l’impulso concettuale è strettamente legato a quello gestuale, così come la ricerca e la sperimentazione dialogano con la giustapposizione e la narrazione. Ciò avviene quasi in risposta a un’esigenza interiore di giustizia che l’artista accoglie e soddisfa: crea opere le cui storie richiedono anni di ricerca e sperimentazione per poter essere raccontate, come nel caso dei suoi libri d’artista e dei grandi pannelli murali.

La mostra, organizzata sotto l'egida dell'Istituto Italiano di Cultura di Atene, fa parte del progetto "Le ragazze di Mirella" che la Galleria Gramma_Epsilon dedica a Mirella Bentivoglio e alle artiste da lei sostenute. La mostra sarà seguita da un catalogo curato da Paolo Cortese con contributi di Francesca Cataldi, Micol Forti, Azzurra Pizzi.

Biografia

Francesca Cataldi (nata nel 1944) ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida di Spinosa, dove ha sviluppato una pittura informale e materica. Si è trasferita a Roma quando era molto giovane, dove ancora oggi lavora e risiede. Negli anni '70 ha trasformato la materia cromatica in materia fisica, aggiungendo alle sue opere materiali artistici non tradizionali come catrame, cemento, cellulosa, vetro, fibra di vetro e metalli. Seguendo le regole e le leggi di questi materiali e associando azioni chimiche e fisiche, corruzione e trasformazioni alchemiche, li ha interpretati e utilizzati per esplorare nuovi confini.

Dalla fine degli anni '70 crea oggetti-libro e libri d'artista con i materiali più diversi ed è stata esposta in importanti mostre in Italia e all'estero. Negli ultimi anni si è avvicinata al mondo digitale e ha creato una serie di grandi pannelli e video che raccontano storie interessanti spesso legate al mondo femminile.

Cataldi ha insegnato a Treviri per oltre 30 anni ed ha esposto regolarmente in Italia e all'estero in spazi pubblici e privati, tra cui la Biennale di Venezia e quella di San Paolo.

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