Mirella Bentivoglio
Metamorfosi
A cura di: Davide Mariani
La Galleria Gramma Epsilon è lieta di presentare un progetto monografico dedicato a Mirella Bentivoglio, nell’ambito della sezione «Back to the Future» di Artissima. Attualmente protagonista di due retrospettive in Italia, l’opera di Bentivoglio è al centro della partecipazione di Gramma Epsilon ad Artissima. La rappresentanza delle artiste donne è la missione principale della galleria – nonché una delle missioni di Mirella in qualità di curatrice – con l’auspicio di affrontare la discriminazione nel mercato dell’arte internazionale e di portare equilibrio tra i generi.
Il progetto monografico «Metamorfosi», a cura di Davide Mariani, intende mettere in luce, nel centenario della sua nascita, gli aspetti più significativi della poesia di Mirella Bentivoglio, artista sensibile e visionaria che ha svolto un ruolo pionieristico nella ricerca verbo-visiva a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, attraverso una selezione delle sue opere più significative realizzate in quasi cinquant’anni di attività, che sollevano questioni e riflettono su temi oggi più attuali che mai.
Bentivoglio ha spesso messo in discussione i costumi sociali, ma è forse verso la diffusione del consumismo che ha rivolto la sua critica più feroce, come si vede in opere quali Il cuore della consumatrice obbediente, 1975, e nella sua arguta interpretazione del logo della Coca Cola, in cui combina coerentemente consapevolezza e distacco, legati da un filo di ambiguità: «Ho notato che mettendo le due “C” una di fronte all’altra a formare un cuore, ed erano già pronte a formare la forma (non ho dovuto cambiare nulla), la “donna-oca” è apparsa da sola», spiegava Bentivoglio in una delle sue ultime interviste, in cui identifica la “donna-oca” come la principale alleata del consumismo.
La mostra intende ripercorrere le tappe essenziali che hanno segnato il percorso artistico e curatoriale di Bentivoglio, a partire dai suoi primi esperimenti condotti nel campo della “poesia concreta”, in cui il significato è trasmesso dalla forma della composizione di lettere e parole - come si vede in History of Monument (realizzata con Annalisa Alloatti nel 1968, di cui un esemplare è esposto nella mostra “The Milk of Dreams” alla Biennale d’Arte di Venezia 2022) - e la sua “poesia visiva”, spesso caratterizzata dalla giustapposizione di slogan ed elementi visivi, come in Black Flower, 1971. Questa particolare opera, costituita da un collage disposto a forma di fiore, realizzato con vecchi ritagli di giornale che riportano la notizia dell’uccisione di un giovane afroamericano da parte di un poliziotto bianco, è una dichiarazione intenzionale contro la discriminazione e le disuguaglianze sociali (....).
Un altro dei temi trattati dall'artista è l'identità di genere e, fin dai primi anni Settanta, ha iniziato a sottolineare, attraverso sottili giochi linguistici, la subordinazione delle donne in un mondo, compreso quello dell'arte, creato per l'uso e il consumo degli uomini.
Parallelamente agli esperimenti condotti attraverso la poesia visiva, Bentivoglio ha realizzato una serie di libri-oggetto e ha continuato a esplorare questa forma d'arte in vari modi nel corso della sua carriera. Le è apparso chiaro che un libro, anche come oggetto, può esprimere un linguaggio universale. Gran
parte del percorso artistico di Mirella Bentivoglio ha comportato l'azione concettuale e materiale di "decostruire" per ricostruire o ricostruire, in modo da trasformare e cambiare le relazioni che portano alla forma, in una sorta di metamorfosi continua e costante. Come si vede nelle sue opere come "Il simbolo inciso nell'inconscio", 1992 (....) in cui il volto di una giovane donna si trasforma progressivamente in un uovo con un serpente, o in "Danza Macabre", 1995, in cui le cinghie della sedia elettrica si trasformano nelle sagome di due personaggi oscuri che eseguono quello che l'artista definisce un balletto funebre.
Durante il suo lungo percorso creativo, Mirella Bentivoglio ha effettivamente "spezzato" parole, espressioni, schemi e concetti, non solo per generare nuovi significati, ma soprattutto per svelare il senso profondo della natura e della cultura, introducendo così nuovi punti di vista e interpretazioni della realtà che ci circonda.