Anna
Esposito

Roma 1935

Biografia

Anna Esposito (1935) vive e lavora a Roma. Fin da giovane ha dimostrato una spiccata attitudine per il lavoro manuale e creativo, così nel 1958, dopo il diploma, ha deciso di iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove ha frequentato il corso di scultura sotto la guida di Pericle Fazzini. Dopo la fase scultorea, ha iniziato a dedicarsi alla pittura e ha frequentato le principali gallerie della scena artistica romana dell'epoca, diventando in breve tempo una delle artiste più apprezzate dalla critica e dal pubblico. Negli anni Settanta ha esposto in numerose mostre personali e collettive, in istituzioni pubbliche e private. Nel 1978 ha partecipato alla mostra Materializzazione del linguaggio, curata da Mirella Bentivoglio, organizzata per la Biennale di Venezia. Tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, il suo lavoro è stato esposto in diverse gallerie nazionali (Spazio Alternativo, Roma, 1979-1980; Unde Gallery, Torino 1980; NSM Gallery, Milano, 1983) e a livello internazionale, e ha partecipato a quattro edizioni consecutive della fiera Art Basel (Galleria Artivisive, Roma, 1979-1980-1981-1982). Nel 1979 è presente alla mostra collettiva From Page to SpaceWomen in the Italian Avant-garde between Language and Image, curata da Mirella Bentivoglio, alla Columbia University di New York, mentre nel 1981 è inclusa, sempre da Bentivoglio, nella mostra O quadrato do dizer/ The Square of Saying, realizzata nell'ambito della XVI Biennale di San Paolo, Brasile.
Nel decennio successivo tiene una serie di importanti mostre personali curate dai principali esponenti della critica italiana dell'epoca, come Enrico Crispolti (Galleria Sala 1, Roma, 1985) e Palma Bucarelli (Galleria Banchi Nuovi, Roma, 1987-1991). Le sue opere sono state incluse nella XI Quadriennale di Roma (1986) e nella Biennale Internazionale di Napoli, curata da Marcello Venturoli (1988), e in numerose altre mostre collettive, tra cui quelle curate da Mirella Bentivoglio e Achille Bonito Oliva (Erice; Roma, 1995). Ha esposto trentatré opere dell'antologia "Apparenze" (1970-1998), aperta al pubblico nel dicembre 1998 nella Sala Espositiva del Comune di Marino (Roma). La mostra, ampliata con la sua produzione dei primi anni 2000, è stata riproposta nel 2006 presso il Palazzo Comunale di Serra dè Conti (Ancona). Le sue opere compaiono in diverse mostre collettive volte a storicizzare la produzione artistica a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, come Post-scriptum – Artiste in Italia tra linguaggio e immagine negli anni '60 e '70, a cura di Mirella Bentivoglio, a Palazzo Massari a Ferrara nel 1998 e Le immagini affamate, Donne e cibo nell'arte, Museo Archeologico Regionale di Aosta nel 2005. Tra le mostre realizzate dal 2010, segnaliamo le antologie Per interposte immagini, a cura di Elio Pecora, a Palazzo Flangini a Venezia nel 2016, Questo nostro mondo, a cura di Cornelia Bujin, alla Galleria Alson di Milano nel 2019 e What I've done, a cura di D. Mariani alla Galleria Gramma_Epsilon di Atene. Le sue opere sono state incluse anche in diverse rassegne dedicate agli artisti attivi tra gli anni Sessanta e Settanta, tra cui La donazione Bentivoglio, curata da Daniela Ferrari, al MART di Rovereto (2011), e Soggetto Imprevisto (1978), Arte e femminismo in Italia al FM Centro per l'arte contemporanea di Milano (2019), curata da Marco Scotini e Raffaella Perna. Recentemente è stata inclusa anche in L'arte e la città, a cura di Stefano Pezzato al Centro Pecci di Prato (2021), The poetry of translation, a cura di Judith Waldmann, alla Kunst Meran Merano Arte di Merano (2021) e Ri-materializzazione del linguaggio, a cura di C. Perrella e A. Villiani alla Fondazione Dalle Nogare di Bolzano (2022).

Anna Esposito

Testo critico

Negli ultimi anni, la fotografia è stata la base principale delle opere di Esposito, sulle quali compone con i suoi materiali, integrando le varie parti per ottenere l'unità e la complementarità dei vari elementi. L'ironia, l'umorismo e il sarcasmo, che a volte possono essere grotteschi, e la giocosità sono alla base di tutte le sue opere d'arte e animano le sue invenzioni in modo che lo spettatore possa partecipare il più possibile. La sua arte è originale e si estende su una vasta gamma di immagini intelligenti, fantasiose e stimolanti che la collocano tra le più interessanti dell'arte contemporanea".

_Palma Bucarelli

"Notizie e ancora notizie, filmati e immagini, alcuni proiettati, altri stampati, a tutto volume o in sottofondo, tutti con le ultime novità per metterci in guardia e tenerci aggiornati su ciò che sta realmente accadendo. Questi aggiornamenti meticolosi e incessanti durano al massimo un giorno, per poi diventare obsoleti o essere smentiti. A essi seguono nuove e più recenti interpretazioni, alle quali spesso non sono estranee pressanti motivazioni economiche e ideologiche.

E come possiamo essere sicuri che coloro che la diffondono siano sempre obiettivi e non ci nascondano l'altra faccia della medaglia?

Cosa si nasconde dietro quelle immagini patinate di natura rigogliosa, città del benessere, spiagge pulite e deserte, boschi ricoperti di rugiada e i volti sorridenti e persuasivi dei personaggi in primo piano? Dietro di loro ci sono montagne di rifiuti, città assediate dal cemento, mari di plastica e carta, fiumi inquinati e fiumi di persone alla ricerca della terra promessa, frane di fango che travolgono solo i più disperati e giovani con le braccia conserte, in attesa del Messia.

Ecco perché cerco di mettere in luce gli aspetti nascosti della verità nel mio lavoro. Lavoro con questo mix come se fosse un impasto, per cogliere tutte le sfumature emotive ed estrarne il veleno.

Uso le mani, le forbici, i colori e qualsiasi strumento mi capiti a tiro.

Taglio, ingrandisco, incollo, ritaglio, cucio, aggiungo e rimuovo ciò che è necessario dalle immagini originali per rappresentarle sotto una nuova luce e, talvolta, per capovolgerne il significato.

Tutto è leggermente ironico, grottesco e giocoso, ma anche tragico.

L'obiettivo è quello di indurre le persone a riflettere sui fatti del nostro mondo con un sorriso amaro."

_Anna Esposito

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