Alba
Savoi
Roma 1929 - 2022
Biografia
Alba Savoi è nata nel 1929 a Roma, dove vive e lavora. Dopo gli esordi figurativi alla fine degli anni '60, ha spostato la sua attenzione sull'arte tessile. Dal 1977 in poi, tutte le sue opere sono caratterizzate da valori simbolici e concreti: tele con pieghe, tagli, sovrapposizioni. Nel 1980 è entrata a far parte dell'associazione AM16 di Roma, interessata all'arte astratta e concreta, e ha così esposto in varie mostre a Parigi, Vienna e in Brasile. Dal 1987 esplora la fotografia e la fotocopia, strumenti attraverso i quali esagera la sua attenzione verso nuovi mezzi, xero-rilievi e xero-sculture, dove la forma si espande attraverso ombre e luci negli interstizi. Il suo percorso artistico, sperimentale, logico e coerente, si muove verso il concettuale attraverso campi di ricerca diversificati e uno spirito orientato al gioco, al paradosso e alla profanazione ironica.
Il suo lavoro è stato esposto in mostre collettive e personali in numerose organizzazioni culturali in tutto il mondo, tra cui: la Biennale di San Paolo in Brasile, la Biennale di Venezia, il National Museum of Women in the Arts di Washington, il Grand Palais di Parigi, il Palazzo dei Priori di Perugia, l'Università di Bologna, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, tra gli altri. Dal 2000 fa parte dell'associazione culturale Fuori Centro.
Testo critico
"Alba Savoi ha incentrato tutto il suo percorso creativo sull’elaborazione della piega, che, per questo motivo, non è solo un evento formale, ma il concetto preciso e complesso di Deleuze, basato sull’intuizione filosofica di Leibniz, che riconduce al Barocco come essenza di una problematica che supera i propri limiti temporali (…) La pressione che stimola l’energia nell’arte è il semplice gesto di contraddire il progetto, per cui spingerlo alle estreme conseguenze non richiede necessariamente atti titanici e assoluti, e l’essenzialità non conduce a un’asepsi minimalista. La piega determina una sottile profondità esibita con tutta l’ironia del coprire-scoprire, velare-rivelare, avvolgere-svelare, come una capacità peculiare di un soggetto femminile che avvia una dimensione diversa. Savoi sposta l’ottica radicale verso una prospettiva di torsione simbolica, consentendo l’evidenza di un ordine diverso. Questa operazione è stata riconosciuta proprio dallo sguardo sensibile di una donna, Mirella Bentivoglio, che l’ha descritta in relazione alle associazioni mitiche tra tessuto e femminilità da un punto di vista “semi-psicologico”.
_Patrizia Ferri