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Marilla

Battilana

Milano 1932 - Udine 2021

Pittrice, poetessa, scrittrice, nella seconda metà degli anni ’60 è stata fra i primi cultori di Poesia Visiva, incontro tra immagine, parola e comunicazione.

Milanese di nascita, ma veneta di origine, Marilla Battilana frequenta l’Accademia di Belle Arti a Venezia. Dopo le prime esperienze in ambito figurativo aderisce attivamente a sperimentazioni di gruppi di Avanguardia, partecipando a numerose esposizioni personali e collettive. Sul finire degli anni ’60 inizia la parallela attività di docenza universitaria negli Atenei di Venezia e di Padova, che conclude nel 1996.

Dalla fine degli anni ’90 riprende intensamente l’attività pittorica evolvendo un suo linguaggio personale attinente la corrente segnica e approdando agli anni 2000 con opere significative di ricerca sul tema delle trasmutazioni del segno. La sua pittura matura allora un linguaggio segnico personale, alla sintesi di un segno-luce che arriva a vibrare richiamando le valenze del suono sul pentagramma.

Dalla fine degli anni ‘50 ha esposto regolarmente in gallerie e spazi istituzionali

Nelle opere di Battilana la visualizzazione del fare poetico è armonica e fusa col battere del cuore, col battere ciglio. Fa poesia (in greco poiein è fare) con impostazione filosofica neo idealista, che ha l’erudizione vivificante, che possiede la filologia, che ha una solida cultura letteraria e pittorica, che ha conoscenza linguistica e filosofica, che sa l’immagine della poesia e la poesia dell’immagine. Le opere diacroniche pulsano della stessa linfa di quelle sincroniche.
Talvolta scienza, talvolta poesia. Mai prive di senso, mai. (…) Battilana estrae miele dai favi, attua una smielatura poetica. Battilana è un poeta bombice selvatico.

_Franco Verdi