Giustina Prestento

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ph. by Ruggero Passeri

Giustina Prestento (Gorizia 1925 - Roma 2008)

In primo grado la prassi artistica di Giustina Prestento è stata performativa. Attraverso la relazione costante con la musica contemporanea (Berio, Nono, Patrassi, ecc.) Prestento ha sviluppato un linguaggio coreografico- pantomimico. Eppure ciò che più resta e colpisce è la produzione pittorica e grafica. Prestento fonda un proprio segno asemantico, una sorta di trascrizione chironomica (come un recupero delle notazioni in campo aperto originarie) che le serve per realizzare quadri o disegni, in cui i segni riproducono il movimento di una musica, di linee melodiche o anche solo di un accordo o di una sequenza ritmica. Tutto il lavoro della Prestento è imperniato sul confronto con la musica e la riproduzione grafica del suono. Pertanto l'astrazione o il dato informale dei suoi segni proviene da una sorta di scrittura che si pone già originariamente come esclusivamente segnica e non grammaticale, in quanto riferita a un'arbitraria notazione musicale e non ad una scrittura alfabetica o codificata. Il risultato sono delle partiture aleatorie, non cromatiche (preferibilmente realizzate con china), come dei gesti, dei formicolii o delle vibrazioni musicali per gli occhi. Un quadro può consistere di un unico gesto, come la torsione di una scala musicale ascendente o discendete oppure alla maniera di un arpeggio. Questo è il risultato estetico più originale e fruttuoso del suo lavoro. 

(Gianni Garrera) 

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