Anna Maria Sacconi

 

ph. by Riccardo De Antonis

Anna Maria Sacconi 

Nelle le sue opere Annamaria Sacconi si misura con la densità del colore, che siano  grandissime o di dimensioni contenute, tutte rivelano una vitalità sedimentata per la materia. Deve essere per via della formazione di architetto- attività che le ha riconosciuto meriti e prestigio- che la costruzione dello spazio da lei è sentita come stratificazioni di forme secondo un ritmo organizzato pacato e denso.  Di fatto, le sue opere indicano un desiderio di portare la pittura al di là del racconto realista, sospingendola verso una coscienza nuova delle cose: carte, buste, sacchetti che diventano solide forme, segni vitali del proprio essere e divenire.  L’uso dei pigmenti e dell’acrilico permettono di fissare con vigore questi miracoli visivi e portano l’occhio fin dentro l’impasto del colore, a interrogarsi sui meccanismi degli accostamenti, delle sovrapposizioni tra le zone perlacee e le strutture compatte che si spandono dal loro confine. In quest’artista, gli istinti per la  materia, si congiungono alle influenze suggestive dei numerosi viaggi, spesso in luoghi esotici e lontani, liberando la struttura  in una serie di  organismi figurali che sottolineano la condizione  stessa dello spazio: le intrise parvenze di luce, la concretezza degli strati cromatici,  insomma l’energia impulsiva che sta sottomessa in ogni  materia,  vibrante di  pieghe, spesse e sottili, ma comunque  capace di evocare  nei registri  geometrici le sonorità  più intense e segrete.

 (Rosanna Ruscio)

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